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SALTO TRIPLO

Nell’ambito dei salto, il salto triplo è tra le specialità più artefatte. Tra lo stacco e l’atterraggio infatti l’atleta compie tre balzi che dal punto di vista esecutivo hanno caratteristiche tecniche diverse. Nella terminologia classica, i tre balzi vengono chiamati
HOP (primo balzo), STEP (secondo balzo), JUMP (terzo balzo).
Il gesto globale del salto può essere frazionato in quattro parti:

1] Rincorsa

2] Stacco.

3] Balzi.

4] Atterraggio.

1] Rincorsa
La lunghezza della rincorsa dipende direttamente dalla capacità di velocità che ha l’atleta e dall’età. Atleti evoluti, capaci di produrre velocità di 10 m/sec richiedono rincorse che si sviluppano tra i 18 e i 22 passi, mentre atleti principianti usano rincorse che non superano i 14 passi. La tecnica di corsa deve svilupparsi a velocità progressivamente crescente, sviluppando una tecnica di corsa circolare a ginocchia e anche alte, con appoggio attivo del piede a terra, giusta decontrazione e buona coordinazione.


2] Stacco
.
Il piede dell’arto di stacco deve prendere contatto con la tavoletta di tutta pianta, effettuando la spinta in maniera completa.

3] Balzi.
HOP - Il piede di stacco dell’atleta al termine della rincorsa, procede con un percorso dall’alto verso il basso-dietro, come nella corsa. Questa azione determina un perdita minore della velocità orizzontale. Le braccia proseguono la loro azione alternata che avevano durante la corsa. Terminata l’estensione dell’arto di stacco, il busto dell’atleta rimane in posizione eretta, mentre le braccia continuano la loro azione alternata. Durante questa fase di volo l’atleta mantiene una posizione divaricata. Mantenere una parabola radente durante questa fase di volo contribuisce a non sovraccaricare ulteriormente l’arto di stacco e a non avere una eccessiva perdita di velocità. Nel primo balzo, l’atleta, dopo avere abbandonato il terreno, atterra sullo stesso arto di stacco.

STEP – AL completamento di questa fase avviene il cambio della gamba di appoggio. L’arto libero viene portato flesso al ginocchio avanti-alto, i maniera che con la coscia risulti parallela al terreno. Il busto mantiene la sua perpendicolarità rispetto al terreno mentre le braccia, con azione alternata o sincrona, favoriscono l’avanzamento della massa del corpo e il mantenimento dell’equilibrio. L’arto libero a questo punto si apre al ginocchio, prende contatto con il suolo con azione attiva dall’alto verso il basso e con appoggio del piede di tutta pianta. Tra il primo e il secondo balzo, pur variano il piede di appoggio, le modalità con le quali il corpo prende contatto con il suolo sono simili. Nel secondo balzo l’azione degli arti inferiori è alternata.

JUMP - Il terzo balzo non è altro che un salto in lungo. Il terzo salto non presenta momenti critici particolari e ripete le azioni di un salto in lungo. La lunghezza del balzo dipende esclusivamente dalla capacità dell’atleta di mantenere più bassa possibile la perdita di velocità nei balzi precedenti.

4] Atterraggio.
La conservazione di una buona condizione di equilibrio nei due salti precedenti, consente di effettuare l’atterraggio in maniera corretta. L’atterraggio nei salto in estensione, è una componente importante per l’ottenimento della prestazione ottimale. Per quel che riguarda la tecnica, l’atterraggio avviene con le stesse modalità del salto in lungo.

Note Generali
Il successo del salto è determinato dalla somma della lunghezza dei tre balzi, che dipende fondamentalmente dalla velocità della rincorsa, dalla minima perdita di velocità nelle fasi di appoggio dei tre balzi, dalla capacità dell’atleta di effettuare tutti gli stacchi in maniera efficace, dalla corretta distribuzione ritmica dei tre balzi. L’azione dell’arto di stacco per tutto il tempo che rimane a terra durante i balzi, deve essere attiva, cioè, durante il tratto di percorso prossimo allo stacco, l’atleta deve creare una evidente accelerazione verso il basso con una azione “griffata”. Contemporaneamente, l’altro arto, in coordinazione con il movimento delle braccia partecipa nello stacco all’accelerazione del centro di gravità, compiendo un percorso quanto più possibile per avanti-alto e facilitando cosi un’estensione della fase di spinta. Nelle fasi di stacco è importante che tutto il corpo dell’atleta partecipi in maniera attiva a tale azione e non si focalizzi l’attenzione, come spesso accade, solo sull’arto di stacco. Le sollecitazioni durante i vari balzi sono elevate e per sostenerle occorrono buone doti di forza. Inoltre, una giusta distribuzione dei balzi permette il mantenimento di un buon dinamismo per tutto il salto.
Da osservazioni condotte su atleti evoluti, si è potuto costatare che percentualmente la distribuzione dei tre balzi oscilla tra il 33-37% per il primo balzo (HOP), 28-33% per il secondo balzo (STEP), il 32-37% per il terzo balzo (JUMP).
A livello giovanile, l’obiettivo fondamentale dovrà essere invece quello di mantenere i tre balzi di ampiezza pressoché uguali.

Per ulteriori dettagli tecnici e informazioni riguardanti la didattica della specialità, rivolgersi ai Tecnici dell’associazione.



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